
AGRIVOLTAICO, UNA LEGGE NAZIONALE CONFUSA E TERRITORI SENZA DIFESE: COSA STA SUCCEDENDO E PERCHÉ I COMUNI NON POSSONO DIRE “NO”
Negli ultimi mesi, anche a Castiglione del Lago stanno arrivando molte richieste per realizzare impianti agrivoltaici su terreni agricoli.
E molti cittadini ci chiedono perché il Comune non possa intervenire per tutelare un paesaggio unico come quello dei nostri crinali, della campagna tra Umbria e Toscana, del lago e delle sue aree di pregio.
La risposta è semplice e insieme preoccupante:
la legge nazionale oggi consente l’agrivoltaico in area agricola e i Comuni non hanno il potere di impedirlo.
Lo ribadisce anche l’Assessore Regionale Thomas De Luca, che approfitto per ringraziare per la vicinanza ai sindaci e ai territori, in una nota arrivata proprio ieri al protocollo del Comune per spiegare l’impatto del DECRETO-LEGGE 21 novembre 2025 n. 175 del Governo Nazionale che liberalizza totalmente l’installazione di impianti agrivoltaici, anestetizzando il ruolo di Regioni e Comuni.
Cosa dice oggi la legge (in parole semplici)
Negli ultimi anni sono state approvate molte norme, talvolta in contrasto tra loro. Ma il risultato finale è questo:
Il D.L. 175/2025 ha definito la normativa generale sull’agrivoltaico e ha confermato che gli impianti possono essere installati nelle aree agricole.
Il vecchio D.Lgs 199/2021 aveva già individuato le aree idonee alle rinnovabili, comprese parti significative delle campagne.
Il D.M. 436/2023 ha incentivato gli impianti agrivoltaici innovativi, fissando l’obiettivo di installarne 1,04 GW entro giugno 2026.
Il D.L. 63/2024 (“Decreto Agricoltura”) ha vietato i fotovoltaici a terra…ma ha escluso esplicitamente gli impianti agrivoltaici da questo divieto.
Di fatto, rendendoli installabili nei terreni agricoli.
E i Comuni? Purtroppo, hanno le mani legate.
Con queste norme: il Comune non può vietare un agrivoltaico in area agricola; non può introdurre divieti nel piano urbanistico (verrebbero annullati); può solo segnalare criticità, chiedere modifiche, imporre mitigazioni… ma non può negare per ragioni paesaggistiche generiche.
Questo perché la legge nazionale – su impulso diretto dell’Europa – considera la diffusione delle rinnovabili un interesse pubblico prevalente e i tribunali (Tar e Consiglio di Stato) lo stanno ribadendo in tutte le sentenze recenti.
Ma noi non siamo contro le rinnovabili. Anzi.
Lo ripetiamo con chiarezza: noi siamo favorevoli alle energie pulite quando sono ben fatte, socialmente utili e senza consumo di suolo.
Per questo, a Castiglione del Lago abbiamo promosso Comunità Energetiche Rinnovabili per ridurre la povertà energetica e favorire l’autoconsumo locale; incentivato impianti su tetti, edifici pubblici, capannoni e aree industriali dove l’impatto paesaggistico è quasi nullo; favorito soluzioni a basso impatto sul territorio, che non alterano i crinali, il lago e i paesaggi che rappresentano il nostro vero patrimonio.
Le rinnovabili non sono il problema.
Il problema è farle male, in modo disordinato, senza una pianificazione che tuteli i territori fragili.
Cosa chiediamo?
– Per tutelare luoghi come Castiglione del Lago, servono azioni che noi da soli non possiamo fare:
– Regole nazionali e regionali chiare, che distinguano impianti utili da impianti invasivi.
– Aree idonee definite, che proteggano paesaggi agrari e crinali storici.
– Poteri veri ai Comuni, oggi di fatto esclusi dalle decisioni.
– Poteri alle regioni per scegliere autonomamente le aree idonee.
– La transizione ecologica si deve fare, ma senza consumare la nostra identità paesaggistica.
– Il nostro paesaggio non è un ostacolo allo sviluppo: è una risorsa strategica da cui dipendono turismo, agricoltura, economia locale e qualità della vita.



