
…e alla fine siamo riusciti a mettere in croce anche Barbero.
E immagino pure la soddisfazione di tanti, troppi.
Chiariamolo subito: qui non è un problema di idee politiche, non è una questione di schieramenti e non c’entra nulla il referendum, né ciò che Barbero ha espresso nel merito.
Barbero pubblica un video in cui esprime la sua opinione sul referendum, motivando le ragioni del SUO no (diventato subito virale, sic!) e viene oscurato da Meta, per contenuti “non corretti”.
Che Paese assurdo.
Ha detto cose tecnicamente errate?
Va bene. Va benissimo. Succede. (Quello che contava era la complessità dell’argomentazione, ma questa è un’altra storia)
Il punto non è difendere Barbero a prescindere, né sostenere che il fact checking sia sbagliato in assoluto. Il punto è un altro, ma com’è possibile che viviamo in un mondo in cui politici, giornalisti, opinionisti e influencer possono dire quotidianamente qualsiasi castroneria, diffondere notizie false, dati inventati, narrazioni piegate all’occorrenza politica… e tutto questo passi senza particolari conseguenze?
Fake news sistematiche, allarmismi costruiti, slogan spacciati per verità, bugie ripetute fino a diventare “opinioni” e su questo, silenzio. O quasi.
Poi però si fanno le pulci a Barbero. Uno storico che parla argomentando, citando fonti, contestualizzando, provando a spiegare la complessità.
Davvero il problema è lui? Davvero è questa la priorità?
Forse dovremmo smettere di chiederci perché Meta fact-checka Barbero e iniziare a chiederci perché per anni non ha fact-checkato il resto del rumore tossico che ci viene servito ogni giorno.
Perché il vero nodo è questo: Barbero è un intellettuale libero in un Paese che ha progressivamente smesso di investire in cultura, formazione e pensiero critico e che, sempre più spesso, sembra provare piacere nel crocifiggere chi prova ancora a esercitarli.
Se questo è il mondo in cui viviamo, forse il problema non è chi prova a spiegare la realtà, ma chi ha deciso che la realtà è diventata opzionale.
Però, infondo, quel comunista di Barbero se lo merita!



